Il masochismo non è una scelta

Il masochismo non è una scelta

Visto che sono una ricercatrice di perché, penso che sarebbe stato bello aver compiuto un percorso di studi che mi avesse fornito gli strumenti necessari a comprendere le dinamiche concernenti la mia psicosessualità.

Invece mi sono dedicata a tutt’altro.

Non ho la più vaga idea di quali siano i fattori che determinano la struttura di una personalità. Di una cosa però sono convinta: dentro di noi c’è un nucleo strutturale immodificabile.

Possiamo truccarne la superficie: possiamo mettergli tanti vestitini diversi, possiamo acconciarlo, abbronzarlo, fargli il peeling, aggiustargli una parrucca o colorargli le unghie. Ma la sua sostanza, rimarrà sempre la solita.

Ecco, nel mio caso, il masochismo, è uno degli elementi che appartengono a quel nucleo. Non posso dunque decidere se esserlo, o cessare di esserlo, così come non posso decidere la mia altezza o il colore dei miei capelli.

Posso fare altro però: allo stesso modo in cui posso scegliere se colorare o meno le mie chiome, posso scegliere se soddisfare o meno le  mie pulsioni. Posso scegliere pratiche confacenti ai miei bisogni. Come, quando e con chi metterle in atto.

A priori, posso scegliere di pormi delle domande per comprendere le mie necessità. Posso scegliere lo sforzo di razionalizzare quando i cavalloni emozionali s’impennano e paiono indomabili. E l’informazione, affinché io sia in grado di mettere in atto esclusivamente modalità che non danneggino me o chi sta intorno a me.

E’ questo il messaggio che vorrei passasse: non possiamo cambiare noi stessi ma ci sono millanta vie intermedie tra il buttarsi in balia delle voglie senza porsi limiti di qualsivoglia genere, e la repressione totalitaria della propria natura.

Parrà anche un’affermazione scontata ma, quando ci si trova come d’improvviso su uno scalino, su una rampa, che a guardarla di lì e di là pare interminabile… Quando non si sa bene se salire o se scendere che nemmeno ci si rammenta, lì, da quale via ci siamo arrivati… Quando ai lati non ci sono che erte impraticabili e la fatica sfianca le ossa… Be’, è proprio allora che le certezze si fanno miraggi e che gli assiomi diventano insolubili enigmi. A me, è successo proprio così.

11 Aprile 2018

4 Comments

  1. Alex ha detto:

    Ciao, trovo che sai esprimere al meglio quello che senti dentro e mi piace.

  2. Sufia Solis ha detto:

    Grazie infinite Alex

  3. Mattia ha detto:

    La strada della consapevolezza passa attraverso l’accettazione di se stessi. Non c’e nulla di sbagliato in noi…..
    Siamo al mondo per realizzare noi stessi.

  4. Piero ha detto:

    È splendido come sei riuscita ad esprimere il tuo.intimo modo di essere. Ma avrei una curiosità: come e perché è avvenuto il cambiamento, per cui oggi trai piacere dall’infliggere dolore, quindi come dominatrice?
    Ti immedesimi nel sottomesso e il suo dolore diventa il tuo? O hai cambiato prospettiva?
    Io ad esempio non sono mai riuscito a cambiare prospettiva. Mi accetto per come sono: masochista.
    Grazie della risposta!

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